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Attualità

Economia: green o blue?

 
«Lasciare il segno senza lasciare segni» è stato l’obiettivo dell’appena concluso Jova Beach Party, tour dell’artista Jovanotti sulle spiagge italiane. Lorenzo Cherubini (Jovanotti) ha messo in moto una vera e propria macchina per creare un’esperienza dalla triplice funzione: divertire, sensibilizzare e passare all’azione. Oltre al tradizionale concerto, le attività previste alla festa vertevano su temi ambientali come il riciclo della plastica. Jovanotti non è stata l’unica star a preoccuparsi delle problematiche ecologiche durante i mesi estivi. Infatti, Kylie Minogue, Robert Smith e altri artisti che si sono incontrati a Glastonbury (UK), al festival musicale e di spettacolo, hanno sostenuto attivamente la campagna Second-hand September promossa da Oxfam.
Questa operazione promozionale aveva lo scopo di chiedere alle persone di impegnarsi a non acquistare capi di abbigliamento nuovi fino al mese di settembre; anche le star hanno contribuito a diffondere l’iniziativa mettendo in vendita dei loro abiti, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza. 

Perché gli artisti si espongono mediaticamente per la causa ambientale?
Senz’altro per la propria immagine. Ma tutto questo attivismo generale fa riflettere. 
 
Forse non è più sufficiente solo un modello economico di tipo green ovvero un economia che «porta ad un miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale, riducendo in modo significativo i rischi ambientali e i limiti ecologici legati allo sfruttamento delle risorse»[1].
 
Per mettere in pratica questo tipo di economia si può agire in diversi modi: si può fare la raccolta differenziata ad esempio, il riciclaggio dei rifiuti, oppure si possono utilizzare lampadine a risparmio energetico o, ancora, investire in pannelli solari per usufruire dell’energia rinnovabile. 
 
Come in ogni modello economico, ci sono soluzioni che possono essere adottate facilmente per raggiungere gli obietti poiché implicano solo un piccolo sforzo (ad esempio l’acquisto e l’utilizzo di lampadine a risparmio energetico), altre soluzioni invece presentano dei limiti.  L’acquisto di pannelli solari ad esempio è molto dispendioso da parte dell’utente e lo smaltimento prevede un processo piuttosto lungo. 
 
La green economy ha dunque sollevato qualche problematica a livello di applicazione. Come risolverla? 
«Necessitiamo di un modello che consenta ai produttori di offrire il meglio a prezzi più bassi, introducendo innovazioni che generino molteplici benefici e non che incrementino solo i profitti»,[2]afferma Gunter Pauli che dal 1994 prova a rispondere alla domanda focalizzandosi sulle nostre necessità. 
È da questa riflessione che il professor Pauli ha concepito un nuovo modello economico: la Blue Economy. Si tratta di un sistema in cui si riducono i costi e si produce valore grazie alla trasformazione di sostanze che, con altri modelli economici, vengono sprecate. 
 
Facciamo un esempio pratico: durante il processo di produzione del caffè, solo lo 0, 2% di esso viene consumato mentre il 99,8% viene scartato. 
Gli scarti si possono riutilizzare per la coltivazione di funghi, così la società di caffè può percepire redditi sia dalla lavorazione del caffè sia dalla coltivazione dei funghi. Ecco così due modelli di redditività imprenditoriale. 

La proposta di Pauli non è solo un modello economico ma è un cambio di mentalità, un «blue thinking»che, se applicato a livello imprenditoriale, può portare grandi miglioramenti sia dal punto di vista della redditività sia da quello della sostenibilità e, non da ultimo, dal punto di vista dell’innovazione imprenditoriale. 
 
In conclusione, la blue economy può essere vista come un miglioramento della green economy e come un modo per riportarci a riflettere sui valori della natura? Siamo certi di renderci conto dell’importanza di ciò che ci circonda?
 
Forse è questo il quesito che ha mosso tante coscienze, dalle star ai giovani studenti, fino a tutti noi. 



 

Fonti:
Bankpedia. «Green economy», [In rete] https://bit.ly/2JM2rUH
Fedrigo-Fazio Doreen, ten Brink Patrick, «Green Economy What do we mean by Green Economy», [In rete] https://bit.ly/33iw2gh
Green.it. «Economia blu. Per un nuovo modello di business», [In rete] https://bit.ly/2Nj8QJ6
Gunter Pauli. «The blue economy», [In rete] https://bit.ly/33gQJJi
Newsic. «Jovanotti: il jova beach party è un’enorme gigantesca figata!», [In rete] https://bit.ly/2PPeLr8
Oxfam. «Second Hand September», [In rete] https://bit.ly/2JQHkk5

 
 
[1]«One that results in improved human well-being and social equity, while significantly reducing environmental risks and ecological scarcities», Fedrigo-Fazio Doreen, ten Brink Patrick, «Green Economy What do we mean by Green Economy»[In rete]https://www.unenvironment.org
 
[2]«We need a model that allows producers to offer the best at the lowest prices by introducing innovations that generate multiple benefits, not just increased profits.»Gunter Pauli, www.gunterpauli.com